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1. Premesa: La
psicomotricità: La
psicomotricità nasce in Francia agli inizi del secolo scorso come
"rieducazione psicomotoria" per occuparsi del trattamento di alcune
malattie dette mentali secondo la convinzione che la cura passi per il
corpo ed i suoi movimenti. L’approccio
psicomotorio nasce in opposizione al concetto tradizionale di educazione
fisica intesa come allenamento del corpo finalizzato al miglioramento dei
fattori esecutivi del movimento, del controllo e rendimento motorio e
tenta di superare la contrapposizione dualistica mentecorpo, tipica della
nostra cultura occidentale, in base alla quale
l’attività intellettuale
e spirituale è superiore e contrapposta all’attività
fisica. Il
movimento viene quindi utilizzato per educare una persona vista nella sua
totalità, cioè formata da un corpo ma anche una mente con idee ed emozioni
proprie. Viene
quindi accantonata la vecchia idea dell'educazione fisica come allenamento
di capacità condizionali e ripetizione continua di gesti tecnici, ma viene
privilegiata la dimensione psicologica del movimento (affettiva,
cognitiva,relazionale). La
psicomotricità risulta dunque un notevole metodo educativo poichè cerca lo
sviluppo cognitivo attraverso lo sviluppo motorio e viceversa in quanto,
nei bambini le due sfere risultano strettamente
legate. Gli
studi sulla psicomotricità hanno conferito all’attività motoria, al gioco,
alla comunicazione non verbale, al dialogo tonico-emozionale corporeo,
alla espressione del Se fisico un ruolo fondamentale nel processo
educativo del bambino in età evolutiva. 2.
Obiettivi generali: 1. Progressiva
strutturazione di un corretto schema corporeo: lo schema corporeo è,
secondo la definizione di Piaget, la rappresentazione mentale che ognuno
ha del proprio corpo. E' logico pensare che migliore sarà questa
rappresentazione, migliore sarà la capacità stessa di utilizzo del proprio
corpo...e che molte disabilità motorie sorgono proprio da una costituzione
scorretta dello schema corporeo. La formazione dello schema corporeo andrà
pari passo con la capacità di capire concetti astratti, sarà dunque utile
per la comprensione di nozioni anche in altre materie come ad esempio la
matematica. 2. Maturazione
senso percettiva motoria: in ambito motorio le capacità percettive
non sono meno importanti di quelle esecutive, una risposta motoria sarà
corretta solo se lo stimolo sarà stato percepito in maniera
corretta. 3. Maggior
fiducia in se stessi: Il bambino non riceverà ordini specifici ma
dovrà giungere da solo alla soluzione dei problemi. In questo processo
dovrà essere sostenuto ed accompagnato nella conquista dell'autonomia,
nello sviluppo di un'immagine corporea di sé
positiva. 4. Socializzazione:
oltre che se stesso il bambino dovrà imparare a conoscere gli
altri,imparare a confrontarsi con essi, aiutare i compagni in difficoltà e
ad unire le forze per raggiungere un obiettivo
comune. 3.
Obiettivi specifici: 1. Capacità
di verbalizzazione delle sensazioni provate: Importantissimo in
ambito psicomotorio imparare ad esprimere verbalmente concetti astratti
come le proprie emozioni, le paure, i sentimenti... 2. Sviluppo di tutte le capacità coordinative. 3. Combinazione
motoria: capacità di integrare in un’unica struttura motoria movimenti
parziali o segmentari: cioè la capacità di compiere più movimenti
diversi contemporaneamente. 4. Differenziazione
cinestetica: Consiste nella presa di coscienza del tono muscolare e
la relativa capacità di dosarlo al fine di coordinare il giusto grado di
tensione negli interventi segmentari o parziali. 5. Organizzazione
spazio temporale: capacità che permette di organizzare il lavoro
nello spazio e nel tempo. 6. Equilibrio:
capacità che ci permette attraverso aggiustamenti riflessi, automatizzati
o volontari di mantenere una posizione statica o di eseguire un movimento
senza cadere anticipando o reagendo prontamente ai possibili fattori di
squilibrio. 7. Lateralizzazione:
è la dominanza laterale 8. Ritmizzazione:
Permette di organizzare le sequenze e le successioni di un determinato
movimento 9. Sviluppo
degli schemi motori di base: Camminare, correre, rotolare, saltare,
arrampicare, strisciare, lanciare e afferrare. 4.
Mezzi e metodi: Il
metodo utilizzato sarà di tipo deduttivo, non direttivo, l’insegnante
dovrà aiutare gli alunni ad orientarsi nel loro processo di crescita
motorio, psicologico, emotivo e cognitivo accompagnandoli nel cammino ma
non indicandogli la via, saranno loro una volta maturi a scegliere il
proprio percorso a seconda delle proprie capacità ma anche delle proprie
esigenze, aspettative e speranze. Le
esercitazioni proposte saranno sempre trasformate in un momento ludico e
mai proposte come puro allenamento tecnico, sarà dati nomi accattivanti
agli esercizi o ai giochi in modo da stimolare la fantasia e l’emotività
degli alunni sin dalla loro presentazione. La
proposta di gare è sicuramente uno strumento utile per aumentare
l’emotività nell’esercizio e per far ottenere risultati migliori ai
bambini anche se bisognerà stare attenti per la forte ipertensione legata
alla gran voglia di muoversi caratteristica di tutti i
bambini. L'organizzazione
degli esercizi prevede una successione tale per cui si passi dai contenuti
semplici a quelli più complessi. I
mezzi saranno i palloni, i materassini, le spalliere svedesi, le clavette
e qualsiasi altro oggetto facilmente reperibile in una
palestra. 5)
Vantaggi: Il
progetto propone un modello di psicomotricità per l’infanzia che mira a
restituire al bambino, al suo movimento e all’uso del suo corpo, la
naturale e determinante valenza emozionale, compensando l’attuale tendenza
funzionalistica, che vorrebbe l’uso del corpo e del movimento sempre
chiuso in un’ottica“produttiva”, di apprendimenti o di
risultati. Il
progetto propone un modello di psicomotricità per l’infanzia che guarda
l’interezza del Bambino nelle differenti aree della personalità
(socio-affettiva, funzionale, intellettiva), non andando a privilegiare
una a scapito delle altre, ma valorizzando il positivo di ognuno per
allargarne i limiti, recuperare le difficoltà, al fine di rafforzare
l’identità. L’idea
di fondo di questo progetto nasce dalla convinzione, supportata da studi e
verifiche “sul campo”, che l’attività sportiva praticata da bambini di età
comprese tra i 6 e i 12 anni debba essere preparatoria al “vero” sport, e
come tale mirare essenzialmente alla formazione adeguata dello schema
corporeo dell’individuo. Avere
strutturato un equilibrato schema corporeo vuol dire in breve sentirsi
sicuri e consapevoli del possesso dei vari schemi motori di base e dei
prerequisiti strutturali e funzionali, che consentono una soddisfacente
relazione con il mondo esterno, nella dimensione spazio
temporale. Un
affrettato inserimento e coinvolgimento del bambino nello sport “adulto”
può pregiudicare lo sviluppo armonico e l’acquisizione delle sue abilità
di base, con possibili difficoltà di adattamento nelle successive tappe
dello sviluppo. Un corretto avviamento allo sport, che rispetti le tappe
evolutive psicomotorie, potrà “preparare” nel migliore dei modi un futuro
atleta in grado di poter dare il meglio di se stesso da un punto di vista
atletico/motivazionale. Vantaggi
specifici: 1. Restituisce
al bambino, al suo movimento e all'uso del suo corpo la naturale e
determinante valenza emozionale. 2. Favorisce
l'espressività globale del bambino nella ricerca del piacere di essere,
sentirsi, di fare,di conoscere, di scoprire. 3. Integrazione
di situazioni di handicap 4. Fornisce
il giusto approccio con il bambino, superando il concetto di "consegna"
che, in particolar modo nel contesto di un’attività psicomotoria, va a
centrare l’attenzione sulla prestazione-produzione piuttosto che sulla
crescita individuale,completa e complessa 5. L’entrare
liberamente in relazione con l’oggetto, il mettere in atto le proprie
conoscenze, costruendo qualcosa di nuovo con esso, attua un processo di
presa di coscienza delle proprie capacità 6. Propone
ai bambini la scuola sotto un differente punto di
vista. 7. Dà
all'insegnante elementi per migliorare l’osservazione e la conoscenza del
bambino 6)
Metodid di valutazione: L'osservazione diretta sarà metodo principale per valutare i progressi di ogni alunno e della classe in generale | ||
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