1. Premessa
2. Obiettivi generali

3. Obiettivi specifici

4. Mezzi e metodi

5. Vantaggi

6. Metodi di valutazione

1. Premesa:

La psicomotricità: La psicomotricità nasce in Francia agli inizi del secolo scorso come "rieducazione psicomotoria" per occuparsi del trattamento di alcune malattie dette mentali secondo la convinzione che la cura passi per il corpo ed i suoi movimenti. L’approccio psicomotorio nasce in opposizione al concetto tradizionale di educazione fisica intesa come allenamento del corpo finalizzato al miglioramento dei fattori esecutivi del movimento, del controllo e rendimento motorio e tenta di superare la contrapposizione dualistica mentecorpo, tipica della nostra cultura occidentale, in base alla quale l’attività

intellettuale e spirituale è superiore e contrapposta all’attività fisica.

Il movimento viene quindi utilizzato per educare una persona vista nella sua totalità, cioè formata da un corpo ma anche una mente con idee ed emozioni proprie.

Viene quindi accantonata la vecchia idea dell'educazione fisica come allenamento di capacità condizionali e ripetizione continua di gesti tecnici, ma viene privilegiata la dimensione psicologica del movimento (affettiva, cognitiva,relazionale).

La psicomotricità risulta dunque un notevole metodo educativo poichè cerca lo sviluppo cognitivo attraverso lo sviluppo motorio e viceversa in quanto, nei bambini le due sfere risultano strettamente legate.

Gli studi sulla psicomotricità hanno conferito all’attività motoria, al gioco, alla comunicazione non verbale, al dialogo tonico-emozionale corporeo, alla espressione del Se fisico un ruolo fondamentale nel processo educativo del bambino in età evolutiva.

2. Obiettivi generali:

1. Progressiva strutturazione di un corretto schema corporeo: lo schema corporeo è, secondo la definizione di Piaget, la rappresentazione mentale che ognuno ha del proprio corpo. E' logico pensare che migliore sarà questa rappresentazione, migliore sarà la capacità stessa di utilizzo del proprio corpo...e che molte disabilità motorie sorgono proprio da una costituzione scorretta dello schema corporeo. La formazione dello schema corporeo andrà pari passo con la capacità di capire concetti astratti, sarà dunque utile per la comprensione di nozioni anche in altre materie come ad esempio la matematica.

2. Maturazione senso percettiva motoria: in ambito motorio le capacità percettive non sono meno importanti di quelle esecutive, una risposta motoria sarà corretta solo se lo stimolo sarà stato percepito in maniera corretta.

3. Maggior fiducia in se stessi: Il bambino non riceverà ordini specifici ma dovrà giungere da solo alla soluzione dei problemi. In questo processo dovrà essere sostenuto ed accompagnato nella conquista dell'autonomia, nello sviluppo di un'immagine corporea di sé positiva.

4. Socializzazione: oltre che se stesso il bambino dovrà imparare a conoscere gli altri,imparare a confrontarsi con essi, aiutare i compagni in difficoltà e ad unire le forze per raggiungere un obiettivo comune.

3. Obiettivi specifici:

1. Capacità di verbalizzazione delle sensazioni provate: Importantissimo in ambito psicomotorio imparare ad esprimere verbalmente concetti astratti come le proprie emozioni, le paure, i sentimenti...

2. Sviluppo di tutte le capacità coordinative.

3. Combinazione motoria: capacità di integrare in un’unica struttura motoria movimenti parziali o segmentari: cioè la capacità di compiere più movimenti diversi contemporaneamente.

4. Differenziazione cinestetica: Consiste nella presa di coscienza del tono muscolare e la relativa capacità di dosarlo al fine di coordinare il giusto grado di tensione negli interventi segmentari o parziali.

5. Organizzazione spazio temporale: capacità che permette di organizzare il lavoro nello spazio e nel tempo.

6. Equilibrio: capacità che ci permette attraverso aggiustamenti riflessi, automatizzati o volontari di mantenere una posizione statica o di eseguire un movimento senza cadere anticipando o reagendo prontamente ai possibili fattori di squilibrio.

7. Lateralizzazione: è la dominanza laterale

8. Ritmizzazione: Permette di organizzare le sequenze e le successioni di un determinato movimento

9. Sviluppo degli schemi motori di base: Camminare, correre, rotolare, saltare, arrampicare, strisciare, lanciare e afferrare.

4. Mezzi e metodi:

Il metodo utilizzato sarà di tipo deduttivo, non direttivo, l’insegnante dovrà aiutare gli alunni ad orientarsi nel loro processo di crescita motorio, psicologico, emotivo e cognitivo accompagnandoli nel cammino ma non indicandogli la via, saranno loro una volta maturi a scegliere il proprio percorso a seconda delle proprie capacità ma anche delle proprie esigenze, aspettative e speranze.

Le esercitazioni proposte saranno sempre trasformate in un momento ludico e mai proposte come puro allenamento tecnico, sarà dati nomi accattivanti agli esercizi o ai giochi in modo da stimolare la fantasia e l’emotività degli alunni sin dalla loro presentazione.

La proposta di gare è sicuramente uno strumento utile per aumentare l’emotività nell’esercizio e per far ottenere risultati migliori ai bambini anche se bisognerà stare attenti per la forte ipertensione legata alla gran voglia di muoversi caratteristica di tutti i bambini.

L'organizzazione degli esercizi prevede una successione tale per cui si passi dai contenuti semplici a quelli più complessi.

I mezzi saranno i palloni, i materassini, le spalliere svedesi, le clavette e qualsiasi altro oggetto facilmente reperibile in una palestra.

5) Vantaggi:

Il progetto propone un modello di psicomotricità per l’infanzia che mira a restituire al bambino, al suo movimento e all’uso del suo corpo, la naturale e determinante valenza emozionale, compensando l’attuale tendenza funzionalistica, che vorrebbe l’uso del corpo e del movimento sempre chiuso in un’ottica“produttiva”, di apprendimenti o di risultati.

Il progetto propone un modello di psicomotricità per l’infanzia che guarda l’interezza del Bambino nelle differenti aree della personalità (socio-affettiva, funzionale, intellettiva), non andando a privilegiare una a scapito delle altre, ma valorizzando il positivo di ognuno per allargarne i limiti, recuperare le difficoltà, al fine di rafforzare l’identità.

L’idea di fondo di questo progetto nasce dalla convinzione, supportata da studi e verifiche “sul campo”, che l’attività sportiva praticata da bambini di età comprese tra i 6 e i 12 anni debba essere preparatoria al “vero” sport, e come tale mirare essenzialmente alla formazione adeguata dello schema corporeo dell’individuo.

Avere strutturato un equilibrato schema corporeo vuol dire in breve sentirsi sicuri e consapevoli del possesso dei vari schemi motori di base e dei prerequisiti strutturali e funzionali, che consentono una soddisfacente relazione con il mondo esterno, nella dimensione spazio temporale.

Un affrettato inserimento e coinvolgimento del bambino nello sport “adulto” può pregiudicare lo sviluppo armonico e l’acquisizione delle sue abilità di base, con possibili difficoltà di adattamento nelle successive tappe dello sviluppo. Un corretto avviamento allo sport, che rispetti le tappe evolutive psicomotorie, potrà “preparare” nel migliore dei modi un futuro atleta in grado di poter dare il meglio di se stesso da un punto di vista atletico/motivazionale.

Vantaggi specifici:

1. Restituisce al bambino, al suo movimento e all'uso del suo corpo la naturale e determinante valenza emozionale.

2. Favorisce l'espressività globale del bambino nella ricerca del piacere di essere, sentirsi, di fare,di conoscere, di scoprire.

3. Integrazione di situazioni di handicap

4. Fornisce il giusto approccio con il bambino, superando il concetto di "consegna" che, in particolar modo nel contesto di un’attività psicomotoria, va a centrare l’attenzione sulla prestazione-produzione piuttosto che sulla crescita individuale,completa e complessa

5. L’entrare liberamente in relazione con l’oggetto, il mettere in atto le proprie conoscenze, costruendo qualcosa di nuovo con esso, attua un processo di presa di coscienza delle proprie capacità

6. Propone ai bambini la scuola sotto un differente punto di vista.

7. Dà all'insegnante elementi per migliorare l’osservazione e la conoscenza del bambino

6) Metodid di valutazione:

L'osservazione diretta sarà metodo principale per valutare i progressi di ogni alunno e della classe in generale

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