Ogni testo teatrale autenticamente artistico è una specie di macchina di apprendimento,
in quanto essendo portatore di un nuovo linguaggio artistico,
contiene anche il “manuale autodidattico” per apprendere questo linguaggio.

Yuri Lotman


All’ interno della nostra istituzione scolastica, di qualsiasi grado, l’attuale cultura educativa fatica a rispondere alla domanda di senso posta da bambini, adolescenti e adulti.

La costruzione di una propria identità è un’esigenza che non trova spazio di realizzazione né nella scuola né nella società e tale esigenza il bambino è costretto a far fronte da solo correndo il rischio di cadere nel conflitto, nel malessere, nel dramma sociale.
Il teatro è un mezzo per riportare la cultura al suo senso pieno e vivo: al di là del nozionismo, la conoscenza torna vicino alla vita, al corpo, alla pelle.

Il teatro educa perché non è dogmatico, non impone regole ma la sua regola è quella di creare vari aspetti d’armonia.

Esso deve entrare nella scuola come cultura, come linguaggio, come possibilità creativa.

Il teatro dà a chiunque la possibilità d’essere altro da sé pur rimanendo se stesso. È un riattivatore profondo di comunicazione tra il soggetto e la realtà. Racconta storie, esprime sentimenti e sensazioni, che comunica al pubblico con passione e passionalità, ma è anche equilibrio e scoperta continua di nuove prospettive e punti di vista.

 

L’attore come prototipo dell’uomo libero e teatro come mezzo per esporre se stessi.

Julian Beck


Il laboratorio teatrale mira non ad un concetto stanislavskiano di studio del personaggio, rispettandone le precise caratteristiche psicofisiche (altrimenti i bambini non potrebbero rappresentare nemmeno Pinocchio), ma alla forma che può essere più di tutte spendibile: la narrazione.

La narrazione non dimentica il corpo, lo fa agire. Essa ha il merito di condurre ed estraniare, di far “immaginare” emozioni e di emozionare con l’immaginazione. Essa permette di riflettere sulle situazioni e prenderne coscienza.

Attraverso la narrazione di sé e del mondo, il teatro si fa cultura - libertà della cultura e cultura della libertà - gioco e fantasia, espressività e immaginazione.

Il teatro nella scuola è dunque uno strumento trasversale di collegamento tra le discipline.


Il teatro è un intero complesso d’arti che rinunciando alla loro autonomia si

compenetrano, fondendosi in una nuova arte pienamente unitaria.

Grotowski


In un mondo che dà sempre più rilievo alla tecnologia e alla comunicazione falsamente immediata, la cultura del teatro è viva e dinamica e la scuola ha il dovere di trasmetterla alle nuove generazioni.

DESTINATARI

Gli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria.

OBIETTIVI GENERALI

La proprietà fondamentale del teatro è l’insieme scenico:
l’unità del diverso e la varietà nell’unità. Il concetto di “insieme”
è uno dei principi chiave della semiotica teatrale.

Julian Beck

? Sviluppare la capacità di ascolto di sé e degli altri.

? Acquisire una maggiore consapevolezza di sé attraverso l’utilizzo armonico e coordinato di mente e azione corporea.

? Attivare e sfruttare un canale alternativo di scarico delle tensioni.

? Migliorare l’autostima mediante la drammatizzazione di situazioni immaginarie e verosimili, che permettano al bambino e all’adolescente di sperimentare nuovi modelli di relazione.

? Rafforzare i rapporti interpersonali e di gruppo fondati sulla reciproca fiducia e sul confronto non competitivo e non gerarchico con l’altro.

? Favorire i processi di integrazione attraverso la messa in gioco della propria identità e l’accettazione dell’identità dell’altro.

? Offrire una possibilità d’espressione soddisfacente a chi non ha la capacità o le competenze linguistiche per manifestare compiutamente i propri bisogni, i sentimenti, le paure e le speranze.

? Acquisire tecniche espressive e rappresentative che favoriscano la comunicazione e di racconto del proprio vissuto.

? Potenziare la capacità di spiegazione e di racconto attraverso la scoperta attiva degli elementi di contemporaneità presenti nei testi classici.

METODOLOGIA

Nel teatro non vi sono più linee d’attività che si svolgono parallelamente (un po’ di cultura, un po’ di recitazione, di dizione, di mimo, di canto ecc.), ma un’unica linea di sviluppo che è sempre e contemporaneamente espressione, fantasia invenzione, riflessione e analisi, ricerca e sperimentazione. L’unica metodologia praticabile è in questo senso quella dell'interdisciplinarietà, intesa come ricerca di un equilibrio tra attività espressive ed attività didattiche. Indispensabile diventa il contributo e il coinvolgimento dei docenti, affinché supportino e rafforzino, all’interno della propria area disciplinare, il percorso con loro concordato.

ATTIVITA’

L’attore deve essere disposto a recitare davanti a nessuno pur di essere libero di dire ciò che vuole.

L’atto totale dell’attore coincide con la libertà della sua arte.

Peter Brook

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